Il carciofo vanta una storia molto antica : già conosciuto e ricercato come pianta selvatica dagli antichi Greci e Romani, iniziò ad essere coltivato in Sicilia nei primi secoli d.C e lentamente risali’ la nostra penisola nel tardo medioevo
I carciofi siciliani hanno un sapore ed una consistenza unica e straordinaria, merito del buon sole siciliano e del clima mediterraneo. La stagione di raccolta dei carciofi va dal mese di febbraio, fino a primavera, questo è più o meno il periodo di raccolta. Ovviamente essendo un prodotto fresco la stagionalità può variare in base al clima.
Il suo arrivo in Italia si deve agli etruschi. Intorno all’anno mille gli Arabi lo scoprirono in Sicilia, ed elaborarono una nuova varietà che portarono in Spagna. Il nome moderno viene proprio dall’arabo “karshuf”. Dal XIII secolo si è poi diffuso nel resto dell’Italia. Oggi la produzione mondiale del carciofo rasenta i 2 milioni di tonnellate. A detenere il 60% della produzione è l’area mediterranea, e di quest’area la gran parte è in Italia con prevalenza in Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Anche il paese in provincia di Caltanissetta è famoso per la coltivazione del carciofo violetto che gli ha fatto conquistare il titolo di “Capitale del carciofo”, che qui cresce rigoglioso grazie al particolare clima, alla natura del territorio e alla fertilità dei suoli. La ricetta tradizionale del carciofo Violetto, però, prevede di consumarlo arrostito: secondo questa ricetta, i carciofi devono essere cotti sulla brace e poi conditi con olio e sale, eventualmente aggiungendo pepe, aglio e prezzemolo. A Gela la tradizione è tramandata da decenni: i contadini, infatti, erano soliti mangiare i carciofi arrostiti nei campi, cuocendoli sul carbone prodotto dai piccoli fuochi accesi allo scopo di riscaldarsi nelle fredde mattine di lavoro.
Andiamo a vedere la ricetta dei cacoccili m’buttunati:
-4 carciofi
-2/3 filetti di acciuga
-100g di pecorino
-2 spicchi d’aglio
-prezzemolo q.b
-olio extra vergine d’oliva
-sale e pepe q.b