Ippocrate, fratello di Cleandro, fu un importante tiranno della città siciliana di Gela nel V secolo a.C. Sebbene meno noto rispetto al più famoso medico omonimo, questo Ippocrate fu una figura di rilievo nella politica e nelle guerre siciliane dell’epoca.
Ippocrate proveniva da una famiglia aristocratica di Gela, una delle principali colonie greche in Sicilia. Suo fratello Cleandro fu tiranno della città, e alla sua morte, intorno al 498 a.C., Ippocrate gli succedette al potere.
Il suo regno è collocato in un periodo turbolento, caratterizzato da lotte tra le varie città greche di Sicilia, come Siracusa, Agrigento e Messina, e dalle incursioni delle popolazioni autoctone dell’isola, come i Siculi e i Sicani.
Ippocrate fu un leader aggressivo e ambizioso, che perseguì una politica espansionistica per estendere il controllo di Gela su gran parte della Sicilia orientale. Sotto il suo governo, Gela divenne una potenza regionale e fu coinvolta in numerosi conflitti. Egli riuscì a conquistare diverse città vicine, tra cui Leontini, Nasso e Zancle (l’odierna Messina), che divenne una delle sue conquiste più importanti.
Si dice che Ippocrate avesse cercato anche di attaccare Siracusa, ma la sua avanzata fu fermata dall’intervento di Corinto e Corcira (l’odierna Corfù), che proteggevano Siracusa per ragioni politiche e commerciali. Nonostante ciò, Ippocrate riuscì a ottenere un’indennità e il controllo su alcune città minori della Sicilia orientale.
Ippocrate morì intorno al 491 a.C., durante una campagna militare contro i Siculi. La sua morte segnò una fase di transizione per Gela. Come detto, fu seguito da Gelone, che riuscì a mantenere il controllo della città e successivamente a conquistare Siracusa, consolidando così il dominio siceliota greco nella regione.
Anche se meno ricordato rispetto ad altri tiranni siciliani, Ippocrate svolse un ruolo cruciale nello sviluppo politico della Sicilia greca, trasformando Gela in una delle città più influenti dell’isola e aprendo la strada all’espansione di Siracusa sotto il governo di Gelone.