Intorno al 600 a.C., ci fù il primo caso di guerra civile accaduto nella storia occidentale. Questo caso si limitò
al solo ammutinamento delle classi povere che non godevano di alcun diritto politico. Il gruppo di emarginati,
sicuramente la maggioranza, che costituiva la classe lavorativa, abbandonò ad un certo punto la polis o città-stato e si
rifugiò a Maktorion, pochi chilometri a nord di Gela, lasciando inattiva l’economia della città.
Fu allora che Teline, antenato del tiranno Gelone, raggiunse i ribelli nel luogo in cui si erano auto-esiliati convincendoli
a ritornare alle loro case.
Si racconta che Teline spiegò l’ordinamento sociale della Polis metaforicamente, paragonandolo ad un ecosistema nel
quale, come in tutti gli insiemi costituiti da parti connesse tra loro, gli animali sopravvivono solo se collaborano e,
diversamente, periscono; conseguentemente, se le formiche (il popolo) si rifiutassero di lavorare, i lupi (gli
aristocratici) non riceverebbe cibo ma, in tal caso, ben presto tutto la foresta, alberi compresi, deperirebbe per
mancanza di nutrimento.
Come ricompensa per aver salvato la città, Teline fu insignito del sacerdozio di Demetra e Kore che, a sua detta, gli
avevano suggerito il modo migliore per prevenire una guerra civile. Il culto delle due dee da quel momento in poi si
diffuse a macchia d’olio in tutta la Sicilia, e Gela divenne centro propulsore delle iniziative religiose intraprese dal suo
capostipite e dai suoi discendenti (tra cui il tiranno Gelone).